AFRICA ECOGRAPHY


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Progetto


- AFRICA ECOGRAPHY -

 

 

ASP ITALY ONLUS

con il Patrocinio di AREU Lombardia e del Consolato Senegalese di Milano

insieme per ridurre la mortalità materna e gli effetti della malnutrizione sull'infanzia.

 

 

 

IL CONTESTO MONDIALE

 

La mortalità Materna è un problema troppo a lungo ignorato a livello mondiale. Finora i progressi compiuti per ridurre il tasso di mortalità materna (MMR) sono stati estremamente lenti. La questione ha acquisito una maggiore rilevanza grazie all’Obiettivo di Sviluppo del Millennio numero 5, relativo alla salute materna, con uno dei suoi più ambiziosi traguardi: la riduzione dell’MMR di 3/4 tra il 1990 e il 2015.  

La comunità internazionale ha deciso di affrontare questa sfida, comprendendo che interventi sulla salute materna avrebbero avuto un impatto significativo. Ben presto, tuttavia, ci si è resi conto che si trattava di un’impresa tutt’altro che facile.

La malnutrizione è una emergenza invisibile. Proprio come in un iceberg, la sua minaccia reale giace non vista, sotto la superficie. Ogni anno essa incide -direttamente o indirettamente - per oltre un terzo sulla mortalità infantile globale (pari a 7,6 milioni di decessi annui fra i bambini da 0 a 5 anni, stima 2010).

Nell'assoluta preponderanza dei casi, la malnutrizione colpisce lentamente e silenziosamente, rallentando lo sviluppo fisico e intellettivo del bambino,

 

provocando ritardi permanenti e infine erodendo la capacità dell'organismo di reagire con successo alle infezioni e alle malattie. Dietro la morte di un bambino per dissenteria o polmonite, c'è spesso una storia di malnutrizione trascurata.

La malnutrizione non va confusa con la mera scarsità di cibo (denutrizione), ma è la combinazione di diversi fattori: insufficienza di proteine, zuccheri e micronutrienti, frequenza di malattie e infezioni, ignoranza alimentare, consumo di acqua non potabile, carenza di controlli medici e scarsità di igiene.

La malnutrizione produce effetti devastanti già durante la gestazione, allorché impedisce lo sviluppo regolare del feto, e nei primi anni di vita del bambino.

L'allattamento naturale è la prima fonte di approvvigionamento di micronutrienti e altri fattori della crescita: nessun alimento può competere con il latte materno quanto a proprietà nutritive, potere immunizzante e proprietà benefiche per l'equilibrio psicofisico del nuovo nato. Si calcola che ogni anno 1,5 milioni di bambini soccombano per effetto del mancato o insufficiente allattamento al seno, e per le conseguenze nefaste di uno scorretto allattamento con surrogati del latte materno.

 

Con l’attuale ritmo di progresso, il mondo non riuscirà affatto a raggiungere il traguardo sulla riduzione della mortalità materna. C’è molta incertezza sui dati, ma si stima che per raggiungere l’obiettivo sarebbe stato necessario ridurre l’MMR globale del 5,5% in media all’anno, tra il 1990 e il 2015. L’attuale tasso medio di riduzione, tuttavia, è meno dell’1% annuo. Ogni anno infatti nel mondo muoiono più di 500.000 donne a causa di complicazioni associate alla gravidanza e al parto. Quasi la metà di loro risiede nell’Africa sub-sahariana; ma in questa regione, dove il problema è più acuto, il tasso annuo di riduzione è dello 0,1%, il più lento di tutto il mondo.

 

IL TERRITORIO

 

 

Il Senegal, ufficialmente Repubblica del Senegal è uno Stato dell'Africa occidentale, con capitale Dakar.

Il territorio senegalese si estende nel cosiddetto Sahel, la zona di transizione fra le regioni aride sahariane e quelle umide dell'Africa guineana. Il clima è tropicale, con una lunga stagione secca invernale e una stagione umida estiva la cui lunghezza aumenta procedendo da nord (circa tre mesi) verso sud (6-7 mesi); il manto vegetale prevalente nel paese è quindi quello della savana, in alcune aree alterata a causa della fitta presenza umana. Secondo una stima del 2011 la popolazione del Senegal ammonta a 12,6 milioni di abitanti, per una densità di popolazione intorno ai 64 ab. /km².

La popolazione si addensa dove migliori sono le condizioni ambientali, vale a dire lungo la fascia costiera e nell'immediato entroterra; l'interno, in buona parte arido o semiarido, vede un popolamento molto più rado con addensamenti maggiori solo lungo il corso dei fiumi, dove maggiori sono le disponibilità idriche. La maggiore città del paese è la capitale Dakar, che conta circa 2,6 milioni di abitanti e concentra una buona parte dell'intera popolazione urbana del paese, poiché gli altri centri urbani di rilievo nazionale hanno dimensioni demografiche molto minori (100.000-200.000 abitanti).

L'agricoltura, che occupa la maggior parte della popolazione attiva, è abbastanza diversa ed efficiente anche se si osserva ancora un'eccessiva dipendenza dalla coltura dell'arachide, retaggio del passato coloniale. Dal punto di vista dell'ordinamento dello Stato, il Senegal è una repubblica semipresidenziale; il capo dello Stato è Chérif Macky Sall, eletto nel 2012.

 

LA MORTALITA’ MATERNA

 

Definizione di rischio:

una gravidanza viene definita “ad alto rischio” quando esiste la possibilità di un esito patologico per la donna e/o il bambino con un’incidenza maggiore di quella esistente nella popolazione generale delle gestanti”.

 

Ogni anno più di mezzo milione di donne muore per cause legate alla gravidanza e si stima che 10 milioni siano vittime di lesioni, infezioni, malattie o disabilità che possono causare sofferenze per tutto il corso della vita.

La maggior parte di questi decessi e disabilità potrebbero essere evitati: dove i parti sono monitorati da personale sanitario specializzato, sono disponibili cure ostetriche d’emergenza e le donne seguono un’alimentazione corretta e possono usufruire di servizi di assistenza sanitaria di base il rischio di mortalità materna è inferiore.

A livello globale, si stima che il tasso di mortalità materna sia diminuito del 5,4 % tra il 1990 e il 2005, con un calo da 430 a 400 decessi su 100.000 nati vivi.

Nei paesi in via di sviluppo la sempre maggiore diffusione di personale sanitario qualificato che assista al parto e l’assistenza prenatale sono gli interventi base per ridurre ulteriormente questo tasso.

In questi paesi, tuttavia, il rischio che una donna muoia a causa di complicazioni associate alla gravidanza e al parto nel corso della vita è uno su 76, mentre nei paesi industrializzati è di uno su 8.000.

I progressi ottenuti fino ad oggi non sono sufficienti a garantire il raggiungimento del traguardo fissato dall’OSM 5: ridurre il tasso di mortalità materna di ¾ tra il 1990 e il 2015. Per ottenere tale risultato, la salute materna dovrebbe essere considerata parte integrante di un’assistenza continua che preveda dei “pacchetti sanitari” di base sia per le madri che per i neonati e bambini.

Sarebbe necessario aumentare progressivamente gli interventi così da fornire un’assistenza sanitaria di base durante la gravidanza, il parto e nel periodo successivo.

Dietro alle statistiche sulla mortalità materna presentate nel rapporto UNICEF  si nascondono più di mezzo milione di tragedie personali; ma le azioni di miglioramento della salute materna qui di seguito proposte avrebbero un impatto ben oltre le vite delle donne a rischio, incidendo anche sui loro bambini, le famiglie le comunità.


LA MALNUTRIZIONE

 

La malnutrizione è una condizione clinica che si instaura quando l'organismo non assume una quantità sufficiente di nutrienti ed energia per soddisfare i propri fabbisogni.

 

Le cause della malnutrizione possono essere :

-         Alimentazione inadeguata,

-         Anoressia o inappetenza,

-         Problemi dentali,

-         Problemi di deglutizione (disfagia),

-         Malattie che aumentano le richieste di nutrienti necessari all'organismo,

-         Malattie dell'assorbimento dei nutrienti dagli alimenti,

-         Condizioni socio-economiche disagiate.

 

La malnutrizione può essere diagnosticata in base ai seguenti fattori:

 

-         Indice di massa corporea (o IMC): è sufficiente rilevare la statura e il peso corporeo

-         Perdita di peso involontaria negli ultimi 3-6 mesi;

-         Capacità del paziente di alimentarsi autonomamente;

-         Presenza di stati patologici che possono influire negativamente sull'organismo e le capacità di utilizzare gli alimenti in maniera corretta.

 

 

NUTRIZIONE IN GRAVIDANZA

 

La gravidanza è caratterizzata da notevoli modificazioni metaboliche dovute alla produzione ormonale dell’unità feto-placentare e al continuo drenaggio di nutrienti da parte del feto.

Le principali modificazioni consistono nell’ipoglicemia a digiuno per la fuga di glucosio verso il feto; parallelamente vi è un’insulino-resistenza, dovuta alla riduzione dei recettori per quest’ormone, che è controbilanciata da una maggiore produzione d’insulina da parte del pancreas materno.

L’insulino-resistenza causa un’iperglicemia post-prandiale che, se eccessiva, indica un’intolleranza glucidica, in altre parole il diabete gestazionale.

Al contrario, durante il digiuno prolungato avviene una spiccata ipoglicemia, un’ipoinsulinemia, un’ipoaminoacidemia, un’iperchetonemia, un accelerato catabolismo muscolare.

La gravida deve quindi evitare sia il digiuno prolungato, sia pasti troppo abbondanti, che causano iperglicemia e iperlipidemia.

A ciò si aggiunge, già nel primo trimestre di gravidanza, una modificazione del senso del gusto, che torna alla norma sei mesi dopo il parto, avversione per le carni rosse e preferenza per cioccolata, frutta, pesce, cibi salati.

 

Tutto ciò comporta per la gravida la necessità di controllare precocemente le abitudini alimentari scegliendo opportunamente gli alimenti e, soprattutto, suddividendoli in pasti piccoli e frequenti.

 

Nel primo trimestre è frequente la nausea ed il vomito, che talora comporta una riduzione del peso corporeo.

 

GLI SCOPI DELLA MISSIONE

 

ASP ITALY ONLUS nell’ottica di un miglioramento della qualità di vita ha realizzato un progetto, denominato “Africa Ecography” i cui obiettivi sono :

 

  1. Valutare e contrastare i fattori che, a livello locale, sono causa di mortalità e morbilità materno / infantile:
    1. il deficit alimentare dovuto agli shock climatici e strutturali nel Sahel, intensificati dal 2010;
    2. la conseguente insicurezza alimentare dei nuclei familiari:
    3. i servizi sanitari di scarsa qualità ed esigui rispetto alla popolazione;
    4. le credenze e le pratiche culturali nefaste/letali alla salute materno-infantile.

 

  1. Combattere la malnutrizione infantile attraverso lo sviluppo delle risorse umane;
  2. Assicurare un servizio sanitario di qualità ai bambini e alle donne incinta e allattanti che soffrono di malnutrizione acuta;
  3. Aumentare la qualità della conoscenza collettiva e individuale e l’attuazione nelle comunità locali delle pratiche fondamentali di cura e di alimentazione dei bambini attraverso campagne di comunicazione per lo sviluppo;
  4. Investire nella salute materna;
  5. Sostenere l’empowerment delle donne.

 

LE FASI DEL PROGETTO

 

Fase di Progettazione

Fase di ricerca e screening

Fase di analisi dei dati e pubblicazione dei risultati

 

Progettazione

Progettazione e pianificazione,

Stima dei costi,

Addestramento del personale all’uso dell’ecografo portatile

Preparazione dei materiali per la missione.

 

Ricerca e screening

La missione in Senegal sarà suddiviso in due fasi :

Fase A avrà una durata di dieci giorni : dal 18 Aprile 2014 al 27 aprile 2014

Country : Senegal,  Region : Matam, Distretto di : Kanel;

Fase B avrà una durata di dieci giorni dal 30 aprile  al 09 maggio 2014

Country : Senegal, Region : Kaolack, Distretto di : Kaolack.

 

Analisi dei dati e pubblicazione dei risultati

Elaborazione dei dati;

Pubblicazione dei risultati.

 

 

IL TEAM

 

Referente del Progetto :  Giorgio SANTELICES

 

dott. Michele PERONI                        medico      A.O. Spedali Civili di Brescia dott.ssa

Francesca RONCONI                        medico      A.O. Spedali Civili di Brescia

Claudio BERTOLLE                          infermiere  A.O. Niguarda Ca’Granda MI

Marco BROGNOLI                             infermiere  A.O. Spedali Civili di Brescia

Alessandro BUSSI                             infermiere  Università degli Studi di Brescia

Riccardino Andrea BASSANI             tecnico      A.O. Niguarda Ca’Granda MI

Alessia DORIGONI                            volontaria

Alice CAPELLI                                   volontaria

Ndao ABDULAJE                               mediatore Culturale

Ibrahima NIANE                                  mediatore Culturale

 

Gruppo Italia

 

dott. Giovanni SESANA                dirigente    A.O. Niguarda Ca’Granda Milano

dott. Luca NERI                            medico      A.O. Niguarda Ca’Granda Milano

dott.ssa Carmela GRACI              medico      A.O. Niguarda Ca’Granda Milano

Alberto BONA                               tecnico      A.O. Niguarda Ca’Granda Milano

 

Il personale afferente al progetto è volontario e non percepisce compenso e/o retribuzione, sia essa in denaro e/o in oggetti e/o regali.

 

LA FASE OPERATIVA

 

Il Team sarà operativo, salvo variazioni dovute a cause di forze maggiori :

  • tutti i giorni H 24
    • c/o il villaggio di Kanel dal 19 al 27 aprile 2014
    • c/o il villaggio di Kaolak dal 1 al 7 maggio 2014
  • dalle ore 15.00 alle ore 19.00
    • nei villaggi afferenti al progetto
  • Esecuzione delle visite nei villaggi e lo screening ecografico;
    • Ecografia ostetrica in gravidanza .

Questi controlli, definiti di primo livello, servono a riconoscere le patologie della gravidanza iniziale, a misurare il feto per stimare l'epoca presunta del parto, ad identificare alcune malformazioni e le anomalie della crescita intrauterina. Vedi il capitolo SCREENING

  • Elettrocardiogramma a 12 derivazioni;
  • Monitoraggio della pressione arteriosa.
  • Screening dell’indice di massa corporea IMC tra i bambini del villaggio la cui età sia compresa tra 18 mesi e 6 anni.
  • Valutazione delle operazione di immediata fattibilità per la riduzione della malnutrizione infantile;
  • La somministrazione di integratori di micronutrienti e, se necessario, di ferro per l’anemia.
  • Educazione e Prevenzione sanitaria preconcezionale di base,
  • La Medicina dell’Età Prenatale è la scienza che con mezzi idonei, protegge il nuovo essere già prima del concepimento, assicura lo sviluppo armonico dell’embrione e del feto, evita i pericoli al momento del parto.

Questa conoscenza dovrebbe essere patrimonio di tutte le donne in gravidanza e delle loro famiglie. ASP ITALY ONLUS promuoverà un programma educativo per portare le donna in gravidanza e le sage femme ad un livello di conoscenza tale da poter riconoscere i sintomi dei rischi per madri e neonati e sapere le strutture sanitarie a cui rivolgersi;

 

  • Sopralluogo del biotecnologo del villaggio e dei campi dedicati all’agricoltura,
    • Educazione e aggiornamento agli uomini del villaggio da parte del biotecnologo con l’intento di migliorare la produttività dei campi agricoli,
    • Educazione ed aggiornamento per la produzione di pappe per i neonati con le risorse locali;

 

Durante i giorni di missione, ogni pomeriggio, il Team di ASP ITALY ONLUS si recherà in un villaggio tra quelli individuati da ASP ITALY ONLUS per eseguire lo screening sulle donna in gravidanza. I villaggi individuati dal team di ASP ITALY ONLUS saranno distribuiti in un raggio di 50 km dai villaggi di Kanel e Kaolack.

 

Questi approcci dovranno essere in coordinamento con le politiche nazionali e le procedure già in atto. Al fine di integrarsi con il territorio il team di ASP ITALY ONLUS ogni mattina incontrerà il capo religioso e la sage fame del villaggio.

Il capo spirituale della comunità sarà:

-         l’imam cui afferisce la comunità del villaggio presso i musulmani sciiti e sunniti, ed è colui che guida la preghiera comune nella moschea;

-         Il prete cui fa riferimento la comunità dei credenti del culto della Chiesa Cattolica.

Dopo l’incontro con il capo spirituale il team di ASP ITALY ONLUS incontrerà la “sage femme” della comunità. Essa rappresenta la persona più in vista durante uno dei momenti della pratica medica più frequenti: ossia la gravidanza ed il parto. Queste persone sono ben viste dalla comunità e la loro integrazione al team è da ritenersi fondamentale per la buona riuscita del progetto, non tanto nell’immediatezza dello stesso ma sui possibili risvolti/progetti futuri.

 

Gestione di eventuali emergenze cardiologiche / ostetriche anche al di fuori degli orari di apertura dell’ambulatorio infermieristico.

LA VISITA NEI VILLAGGI

 

Ogni paziente avrà un codice alfanumerico ed una cartella clinica contenente :

  • anagrafica completa
  • parametri vitali
  • tracciato ECG (se eseguito)
  • immagini ecografiche (se eseguite)
  • indice di massa corporea

 

I pazienti (dovranno essere almeno 100 al termine del progetto), che entreranno nello studio dovranno avere una età compresa tra 14 e 30 anni.

L’esecuzione della visita avverrà solo dopo il consenso del paziente e in accordo con il capo-villaggio. I pazienti saranno sottoposti allo screening in un ambiente confortevole e pulito e nel massimo rispetto della privacy e della religione.

Le immagini ecografiche, i dati e i tracciati ECG saranno trasmessi in Italia alla Centrale Operativa del 118 di Milano, c/o la SOREU Metropolitana in tempo reale ogniqualvolta vi sia copertura dati/cellulare. In tutti gli altri casi le immagini saranno trasmesse appena rientrati in missione.

Il gruppo Italia coadiuverà il personale sanitario / laico nell’acquisizione delle immagini ecografiche e nella refertazione degli ECG che saranno trasmessi. Insieme si deciderà se la paziente rientrerà in quelle definite “a rischio”.

La gestione dei rifiuti sanitari è a carico di ASP ITALY ONLUS.

ASP ITALY ONLUS coordinerà tutti i percorsi terapeutici che si dovessero rendere necessari, utilizzando esclusivamente le strutture sanitarie presenti in Senegal. In questo progetto non è contemplata la possibilità di trasferire all’estero, ossia al di fuori dei confini nazionali del Senegal, i pazienti bisognosi di cure.

ASP ITALY ONLUS garantirà che il percorso terapeutico venga mantenuto nel tempo.

 

LO SCREENING e L’ECOGRAFIA OSTETRICA IN GRAVIDANZA

 

Lo screening è un programma volto ad individuare patologie in fase pre-clinica, attraverso l’identificazione di precursori, indicatori di malattia o di rischio attraverso una valutazione sistematico condotta con mezzi clinici, strumentali e biochimici. Generalmente lo screening viene offerto gratuitamente a tutta la popolazione presumibilmente sana, la quale viene invitata attivamente a sottoporsi al test.

 

Il progetto Africa Ecography prevede uno screening che, attraverso procedure diagnostiche, vada ad evidenziare alterazioni materne o fetali in donne o feti che presentano o meno fattori di rischio.

 

La corretta interpretazione delle immagini ecografiche richiede una buona conoscenza delle fasi dello sviluppo embrionale e dei limiti della tecnica ultrasonografica. Affinché la qualità dell’esame ecografico durante lo screening sia la più alta possibile, ASP ITALY ONLUS trasmetterà immagini e/o streaming video ecografici al Gruppo Italia usando la più moderna tecnologia. La sede italiana dove saranno ricevute le immagini e tutti i parametri vitali del paziente sottoposto allo screening sarà la Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza del 118 di Milano, Monza e Brianza c/o l’Ospedale Niguarda Ca ’Granda di Milano.

Il Gruppo Italia sarà composto da medici altamente qualificati, i quali coadiuveranno l’operatore presente in posto durante l’esame ecografico.

 

Scopo di un programma di screening delle anomalie strutturali fetali è quello di permettere il riconoscimento precoce, ove possibile, di malformazioni fetali in modo da:

  • Informare i genitori sull’effettiva entità dell’anomalia e sulle diverse ipotesi di gestione della situazione;
  • Offrire la possibilità dell’espletamento del parto in una struttura di livello adeguato alla gestione dell’anomalia diagnostica;
  • Ridurre la mortalità e morbilità neonatale;

 

OBIETTIVI PRINCIPALI DELLO SCREENING

 

  1. 1.   Valutazione della sede d’impianto

 

1.1.             Gravidanza eutopica: camera gestazionale all’interno dell’utero (vedi oltre "segni ecografici della gravidanza con sede intrauterina").

1.2.             Gravidanza extra-uterina: camera gestazionale fuori dall’utero, i cui segni ecografici di gravidanza extra uterina si dividono in

1.2.1.               Segni diretti:

  • visualizzazione di camera e/o embrione in sede extra-uterina

1.2.2.               Segni indiretti:

  • Assenza di camera gestazionale in utero.
  • Cisti annessiale semplice.
  • Massa annessiale di tipo complex.
  • Visualizzazione di ring iperecogeno.
  • Versamento nel Douglas.

 

  1. 2.   Numero di embrioni/feti e corionicità.

La diagnosi di gemellarità deve essere eseguita durante l’esame ecografico del primo trimestre.

Le gravidanze multiple dovrebbero essere diagnosticate solo quando viene identificato più di un embrione o feto in quanto la presenza di più di una sacca liquida senza echi interni può giustificare il sospetto ma non è segno certo di gemellarità data la non specificità del reperto. (Per esempio: una gravidanza singola in utero setto o bicorne con raccolta liquida nell’emiutero o nel corno non gravido può simulare una gravidanza gemellare, oppure una emorragia subcoriale può essere interpretata come un secondo sacco gestazionale).

In caso di gravidanze plurime è necessario valutare la corionicità/amnionicità. L’esame ultrasonografico eseguito nel I trimestre ha un vantaggio maggiore rispetto a quello del II trimestre perché esso presenta un’accuratezza più elevata nel determinare la corionicità ed ha un valore predittivo positivo del 97 %.

Questo riveste un ruolo importante nel counselling di donne che necessitano di una diagnosi prenatale e permette di selezionare un sottogruppo di gravidanza gemellari ad alto rischio per TTTS (sindrome da trasfusione feto-fetale), anomalie congenite, ritardo di crescita intrauterino e mortalità perinatale.

 

  1. 3.   Datazione e stima dell’età gestazionale

A tutte le donne in gravidanza, dovrebbe essere offerta un’ecografia precoce per determinare l’età gestazionale allo scopo di ridurre l’alta percentuale di parti pre-termine e post-termine.

La localizzazione del sacco gestazionale, e la presenza o l’assenza di un embrione e/o del sacco vitellino, deve essere documentata.

Il modo più accurato per stabilire una giusta datazione dell’epoca gestazionale, è la misurazione della lunghezza cranio-caudale (CRL), preferibilmente tra le 10 e le 13 settimane.

Il CRL va misurato con l’embrione/feto in posizione neutra (né iper-esteso né iper-flesso) in scansione sagittale ed escludendo il sacco vitellino.

Per effettuare una corretta datazione in un gravida sopra le 14 settimane bisogna utilizzare la misura del DBP o della circonferenza cranica.

Se la misura del CRL è circa 84 mm una datazione corretta si esegue misurando la circonferenza cranica.

Va effettuata la ridatazione ecografica solo se la differenza tra età gestazionale anamnestica e quella ecografica è ≥ di 7 giorni.

 

Le seguenti strutture embrionali/fetali possono essere visualizzate in relazione all’ età gestazionale come sintetizzato:

  • 9 settimane: testa,tronco,arti
  • 10 settimane: nuclei di ossificazione delle ossa lun-ghe, della mascella e del cranio.
  • 11 settimane: stomaco,colonna vertebrale, cranio, 4 camere cardiache.
  • 12 settimane: l’erniazione fisiologica delle anse inte-stinali non deve più essere presente, reni e vescica.

 

Valutare le cause di eventuale sanguinamento vaginale e/o dolore pelvico. Il sanguinamento vaginale è la più comune causa di accesso in pronto soccorso nel primo trimestre di gravidanza. La presenza di malformazioni congenite maggiori è riportata in circa il 2% dei feti e neonati.

Nelle ultime due decadi la diffusione dell’utilizzo dell’ecografia durante gravidanza ha permesso di identificare un numero sempre maggiore di malformazioni fetali in utero.

 

Alimentazione in gravidanza

 

In gravidanza è consigliata un’alimentazione variata, gli alimenti da includere sono:

  • abbondanti quantità di frutta e verdura
  • farinacei come pane, riso, patate
  • proteine derivate da pesce, carne, legumi
  • abbondanza di fibre derivate da pane integrale, frutta e verdura
  • prodotti caseari come latte, formaggi, yoghurt.

 

Per un principio di precauzione, i professionisti devono informare le donne in gravidanza del fatto che alcuni tipi di alimenti possono rappresentare un rischio per madre e feto:

  • formaggi a pasta molle derivati da latte crudo e muffe,
  • fegato e prodotti derivati,
  • carne cruda o conservata, come prosciutto e salame,
  • pesce che può contenere un’alta concentrazione di metil-mercurio, come tonno (il consumo deve essere limitato a non più di due scatolette di media grandezza),
  • latte crudo non pastorizzato.

In gravidanza il consumo di caffeina (presente nel caffè, nel tè, nella cola e nel cioccolato) dovrebbe essere limitato a non più di 300 mg/die.

 

Testo tratto da :

SNLG ISS Sistema nazionale per le linee guida

Linee guida su “La gravidanza fisiologica”

 

AGENAS L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

Linee guida su "Diagnosi prenatale ed ecografia in gravidanza"

 

 

L'INDICE DI MASSA CORPOREA – IMC

 

L'Indice di Massa Corporea (IMC, kg/m2) si calcola:

 

dividendo il peso, espresso in kg per il quadrato dell'altezza, espressa in metri

 

L'IMC descrive le seguenti categorie di peso:

 

  • Normopeso             (18,50 -24,99)
  • Grave magrezza    (<16,00)
  • Sottopeso               (16,00 -18,49)
  • Sovrappeso            (25,00 -29,99)
  • Obesità 1°grado     (30,00 -34,99)
  • Obesità 2°grado     (35,00 -39,99)
  • Obesità 3°grado     (≥ 40,00)

 

L'interpretazione dell'IMC viene effettuata secondo i criteri definiti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: ma attenzione, questa classificazione rimane statistica, non si applica per forza a tutti gli adulti, soprattutto se sportivi o anziani. In base a questa classificazione la popolazione italiana (persone di 18 anni e più) risulta così distribuita: 3% sottopeso, 51,5% normopeso, 35,5% sovrappeso, 10%% obesa (ISTAT La vita quotidiana nel 2008)

 

All'aumentare dell'IMC ( soprattutto per le classi sovrappeso e obesità) aumenta il rischio di malattie quali il diabete tipo 2, le malattie cardiovascolari, le malattie articolari da sovraccarico, le disfunzioni ormonali, i tumori e, nelle donne in età fertile, possono essere presenti alterazioni del ciclo mestruale, difficoltà a concepire e la gravidanza è ad alto rischio di complicanze sia per la madre che per il bambino.

 

Per i soggetti considerati obesi (IMC > 30) o in sovrappeso (IMC tra 25 e 29,9), anche una piccola perdita di peso (tra il 5% e il 10% del peso reale) porta ad una riduzione del rischio di sviluppare tali patologie.

 

Un IMC al di sotto di 18,5 kg/m2 è indice di sottopeso. Anche questa condizione è associata a diverse patologie, tra cui l'anoressia nervosa, caratterizzata da una consistente perdita di peso, intensa paura di ingrassare, anche se si è sottopeso, e disturbi della propria immagine corporea. La semplicità di calcolo dell'IMC non deve trarre in inganno e la sua valutazione deve essere appannaggio del medico.


Gli elettrocardiogrammi e le immagini ecografiche verranno refertati a distanza grazie alla tecnologia che ci è stata donata da Itesys-networkin. Dal Senegal, tramite una piattaforma tecnologica di videoconferenze via Internet potremmo sfruttare quotidianamente le tecnologie di telepresenza ed il Team di ASP ITALY ONLUS potrà interagire con i medici e gli specialisti in Italia e condividere con loro in tempo reale immagini e documenti, tra cui gli ECG ed eventuali immagini di lesioni cutanee e/o altro.

 

COSA PENSANO LE DONNE DELLO SCREENING ECOGRAFICO?

 

Nei rapporti di Health Technology Assessment del Servizio sanitario britannico (NHS), due revisioni sistematiche, pubblicate rispettivamente nel 2000 e 2004, affrontano il tema dell' ecografia in gravidanza dal punto di vista delle donne.

Le popolazioni studiate sono per lo più costituite da donne con un grado di istruzione medio elevato (mancano studi su donne appartenenti a minoranze etniche, di giovane età o con grado di istruzione inferiore) e trattano nella maggior parte dei casi di gravidanze non complicate.

Le conclusioni raccolte nei due documenti possono essere così sintetizzate:

 

-         la maggior parte delle donne e dei loro partner giudica favorevolmente l'ecografia ostetrica. Il giudizio positivo si basa su tre motivazione principali: 1. far conoscere il feto anche ad altri membri della famiglia; 2. avere la prova concreta dell'essere incinta; 3. acquisire informazioni sul benessere del feto,

-         dalla letteratura e dai focus group emerge che la visione del bambino viene giudicata dalle donne più importante di qualunque segno fisico o di qualsiasi affermazione verbale del sanitario per la conferma della gravidanza. Le stampe fotografiche dell'esame sono considerate importanti e le donne che non le ricevono riferiscono di sentirsi defraudate.

-         viene generalmente riportata una diminuzione dell'ansia dopo l'ecografia e il sentimento più spesso riferito dalle donne è di "rassicurazione". In uno studio controllato randomizzato condotto in Australia, le donne sottoposte ad ecografia al primo controllo prenatale sono risultate meno "preoccupate" o "non rilassate" nei confronti della gravidanza rispetto al gruppo di controllo, non sottoposto all'esame. La conoscenza della data presunta del parto e del sesso del bambino comporta vantaggi nell'organizzazione della vita pratica.

 

-         quasi tutti gli studi evidenziano nelle donne una marcata carenza di informazione su cosa ci si propone di ottenere con l'esame ecografico, cosa conseguentemente si ricerca, quali sono gli eventuali rischi associati e quali i limiti diagnostici. Molte donne riferiscono inoltre di non aver mai avuto l'opportunità di esprimere un consenso all'esame ecografico e, per questo, molte di loro pensano sia un esame obbligatorio. Non essendo un esame invasivo ed essendo entrato prepotentemente nella routine dell'assistenza ostetrica, indipendentemente dal grado di rischio della gravidanza, l'ecografia non viene percepita dagli operatori che la propongono come un esame su cui è utile fornire informazioni e per cui è bene ottenere un consenso informato. Le donne stesse, attratte come sono dal fascino dell'esame, sembrano essere impermeabili alle informazioni sulle reali motivazioni che inducono ad eseguire l'ecografia.

 

-         il sostanziale miglioramento qualitativo dell'imaging ultrasonografico permette di rilevare, con sempre maggiore frequenza, aspetti ecografici di significato clinico incerto: questo può avere conseguenze psicologiche e sociali rilevanti sulle donne. Gli studi sulla preparazione della donna ad affrontare eventuali problemi identificati dall'esame e sulla modalità di comunicazione degli stessi da parte degli operatori sono scarsi. Dalle poche ricerche condotte, quando all'esame ecografico di routine emerge la necessità di effettuare ulteriori accertamenti (quando cioè dallo screening si passa alla diagnosi), le donne si dimostrano impreparate a ricevere brutte notizie. Un aspetto interessante, rilevato da più studi, è che in queste situazioni le donne si rivelano molto recettive alla comunicazione non verbale e spesso realizzano la possibilità di problemi già durante la procedura, dalla modalità con cui viene condotto l'esame. Le reazioni di rifiuto e delusione sono più frequenti tra le donne che non hanno ricevuto una corretta informazione sull'esame, che possono quindi reagire in maniera drammatica di fronte ad un esito negativo. Per contro, una donna male informata può sentirsi autorizzata a pensare che il proprio bimbo sia perfettamente sano se l'esame ha avuto un buon esito.

 

Bibliografia

1. Bricker L et al. Ultrasound screening in pregnancy: a systematic review of the clinical effectiveness, cost effectiveness and women's views. Health Technology Assessment 2000;4(16):1-195.

2. Ritchie K et al. Routine ultrasound scanning before 24 weeks of pregnancy. Health Technology Assessment Report 5. Glasgow: NHS Quality Improvement Scotland;2004.

 

IMPEGNO ORARIO

 

 

 

 

 

 

 

Totale

1

Progettazione e pianificazione, stima dei costi,

 

2 pers.

100 ore

200

2

Preparazione dei materiali per la missione;

 

4 pers.

10 ore

40

3

Missione in Senegal di 20 giorni

 

5 pers

12 ore

1200

4

Donazione del materiale non usato;

 

4 pers.

2 ore

8

5

Elaborazione dei dati;

 

2 pers.

50 ore

100

6

Pubblicazione dei risultati;

 

2 pers.

400 ore

800

 

 

 

 

 

 

 

 

ore

2348

 

 

 

STIMA DEI COSTI

 

 

Unitario

Quantità

Totale

Retribuzione personale medico

0 euro p.p. al giorno

2 persone x 20gg

0

Retribuzione personale infermieristico

0 euro p.p. al giorno

2 persone x 20gg

0

Retribuzione  personale di supporto / tecnico

0 euro p.p. al giorno

3 persone x 20gg

0

Retribuzione  personale biotecnologo

0 euro p.p. al giorno

1 persona x 20gg

0

Uso Ecografo

0 euro

20gg

0

Uso Elettrocardiografo

0 euro

20gg

0

Elettrodi x 100ecg

5 euro

20gg

100

Mediatore Culturale

15 euro

16gg

240

Biglietti Aerei

550 euro

7 pax

3850

Trasporti locali^

60 euro

20gg

1200

Alloggio

5 euro p.p. al giorno

7 persone x 20gg

700

Vitto

5 euro p.p. al giorno

7 persone x 20gg

700

Comunicazioni

50 euro una sim dati

2

100

Carburante

30 euro

20gg

600

Macchina Polaroid

180 euro

1

180

Pellicole Fotografiche

30

10

300

Extra non preventivabili

20 euro

20gg

400

 

 

Totale

8370 euro

 

^Trasporti locali : 2 auto x 12 giorni compreso lo stipendio degli autisti

 

 

 

GLOSSARIO

 

Rischio relativo

È il rapporto tra l’incidenza negli individui esposti a un determinato fattore di

rischio e quella negli individui non esposti. Un rapporto di rischio di 1 indica che il

rischio che si verifichi l’evento nei due gruppi è uguale.

 

Intervallo di confidenza 95% (limiti di confidenza) (IC)

L’intervallo di confidenza, generalmente espresso al 95%, viene usato nella presentazione dei risultati per esprimere il grado di incertezza attorno al valore stimato della statistica utilizzata per misurare l’associazione trattamento/esito. L’intervallo di confidenza può essere definito come il range di valori entro cui è contenuto, con una probabilità di 95%, il valore reale e/o vero dell’effetto di un trattamento. In altre parole, esso indica i valori entro i quali, ripetendo più volte lo studio, si collocheranno 95% delle risposte. Se in uno studio gli intervalli di confidenza attorno alla stima puntuale (espressa come rischio relativo, rischio assoluto o odds ratio) sono molto ampi, questo indica che lo studio non fornisce una stima precisa della relazione trattamento/risultato o esposizione/malattia. In questi casi bisogna sempre considerare con molta cautela i risultati dello studio.

 

Bias  (distorsione)

È un errore sistematico presente in uno studio che si riflette sui risultati dello stesso, creando una differenza nei risultati che si sarebbero ottenuti in assenza del bias.

 

Evento

Con il termine evento ci si riferisce al verificarsi di un esito dicotomico (ad es. vivo/

morto, migliorato/peggiorato).

 

Falso negativo

È il caso di un soggetto portatore della condizione/malattia indagata, ma che presenta un risultato negativo al test diagnostico effettuato per rilevarne la presenza.

 

Falso positivo

È il caso di un soggetto non portatore della condizione/malattia indagata in uno studio, ma che presenta un esito positivo del test diagnostico effettuato per rilevarne la presenza.

 

Revisione sistematica

Le revisioni sistematiche sono una valutazione critica comparata della letteratura

presente su di una tematica. Il termine sistematico corrisponde all’approccio metodologico con cui si pianifica la revisione a partire dal quesito a cui si deve dare una risposta.

 

Valutazione critica e sintesi di tutti gli studi eleggibili per la revisione.

Nell’ambito di una revisione sistematica può (se sussistono le condizioni di similarità tra tipi di pazienti e di trattamenti indagati) venire realizzata una metanalisi, ovvero una combinazione quantitativa pesata dei risultati dei singoli studi.

 

Sensibilità

Riferita a un test diagnostico, la sensibilità corrisponde alla probabilità che quel test dia un risultato positivo in tutti i soggetti nei quali è presente la malattia. Un test

molto sensibile risulterà positivo in un numero molto alto di casi nei quali la malattia è effettivamente presente; un test poco sensibile risulterà positivo in un numero molto basso di casi nei quali la malattia è effettivamente presente.

 

Statisticamente significativo

L’espressione statisticamente significativo viene usata per indicare una bassa probabilità che le differenze osservate nei campioni studiati siano dovute al caso.

Convenzionalmente si fa riferimento come valore soglia al livello di significatività

del 5% (p<0,05), che significa che la probabilità che il risultato osservato sia dovuto al caso si presenterebbe una volta su 20 (5%). Il livello di significatività scelto come soglia può essere anche inferiore e dipenderà dal grado di certezza con cui si vuole escludere che l’eventuale differenza trovata sia attribuibile al caso. Un valore dell’1%, (che corrisponde a p<0,01) o 1 per mille (che corrisponde a p<0,001) esprimono in questo caso un valore di probabilità inferiore che il risultato sia dovuto al caso (rispettivamente di 1 volta su 100 e di 1 volta su 1.000).

 

Studio di coorte

È un tipo di disegno di studio non sperimentale che viene realizzato su un gruppo di soggetti che hanno in comune una o più caratteristiche e che è definito appunto coorte. Lo studio di coorte può essere sia retrospettivo sia prospettico ma parte sempre dalla individuazione di un gruppo di soggetti che hanno una caratteristica comune e li segue nel tempo per vedere se essi differiscono in termini di frequenza di sviluppo (incidenza) di una malattia/condizione.

 

 

 

RISERVATEZZA E TRATTAMENTO DEI DATI

 

Principi etici del Progetto

 

Il rispetto della vita.

Il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, in particolare il diritto alla vita privata.

 

Raccolta e trattamento di dati sanitari

 

I dati sanitari saranno raccolti e trattati in modo conforme ad in modo appropriato fornendo le più alte garanzie di riservatezza e tutela previste dal diritto Internazionale e Europeo.

Di regola, la raccolta ed il trattamento di dati sanitari non sarà effettuata se non da Soci di ASP ITALY ONLUS.

I responsabili dell'archiviazione saranno i Soci di ASP ITALY ONLUS indicati nel presente Progetto i quali dovranno raccogliere e trattare i dati sanitari nel rispetto, delle regole di riservatezza comparabili con quelle di un operatore sanitario, delle garanzie di pari efficacia previste dal diritto interno.

La raccolta e il trattamento di dati sanitari sarà effettuato con mezzi leciti e leali, e soltanto per le finalità determinate ed indicate dal presente Progetto “Africa Ecography”.

Di regola, i dati sanitari saranno raccolti direttamente presso la persona interessata. Essi non possono essere raccolti da altre fonti se non rispettando i principi della presente raccomandazione.

 

I dati saranno trattati

  • a norma di Legge,
  • a fini di salute pubblica,
  • nei limiti fissati dalla Legge,
  • a fini di medicina preventiva, o a fini diagnostici o terapeutici nei riguardi della persona interessata,

 

Quando i dati sanitari saranno raccolti per fini di medicina preventiva, o per fini diagnostici e terapeutici nei riguardi della persona interessata o di un parente nella linea genetica, essi possono anche essere trattati a fini di gestione di una struttura sanitaria nell'interesse del paziente, solo nel caso in cui la gestione del servizio sia fornita direttamente da un operatore sanitario individuato da ASP ITALY ONLUS ed essi saranno comunicati nel rispetto delle disposizioni di Legge.

 

La sede legale competente per la conservazione dei dati sanitari inviati via telematica in Italia sarà :

 

ASP ITALY ONLUS

Via Religione, nr 28

25088 Toscolano Maderno

Italy

 

Tutti gli altri dati, ivi compresi quelli inviati in Italia in via telematica e detenuti in copia, saranno conservati secondo le normative vigenti internazionali.

 

Lo staff

 

ASP ITALY ONLUS

ASP ITALY ONLUS

DICHIARA

 il presente progetto non è sperimentale